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OP Osservatorio Politico

EDITORIALE OP: tutto a sblindo...

  • oposservatoriopoli
  • 12 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

A Prato implode il fascicolo “Chinatruck“, un altro grande processo italiano che si sgonfia, questo in particolare, doveva “mandare KO interi clan della criminalità cinese” legati alla logistica del fashion europeo… ma il castello accusatorio traballa e poi cade come il fascicolo “Stige” di Gratteri.

Documenti spariti, interpreti che si dimettono, presunti capi che scappano a gambe levate mentre appena fuori dalle nostre case ci sono stupri, rapine, incendi, bombe e sfruttamento indecente, i giudici non riescono a dimostrare che oltre al lavoro nero c’è una morsa criminale reale e violenta sulla nostra economia chiamata “mafia cinese” che ha la copertura del sistema bancario internazionale.

Ma di fronte a tale livello di responsabilità la gente normale si chiede: “Chi paga?

Tranquilli.

Tutto sotto controllo: perchè “loro” hanno la formula “All you can eat”

 

Wanna Marchi, anni 83, ha fatto il suo primo tatuaggio.

Ha impresso sulla pelle il suo personalissimo motto di vita: "i coglioni vanno inculati".

Questo ha scaturito la solita alzata di scudi dei benpensanti, continuando a non accorgersi della triste verità.

A noi tutti, popolo di coglioni, continuano ad incularci.

E non è più Wanna Marchi...

 

L’ultima chicca giudiziaria internazionale arriva dall’altra parte dell’Adriatico.

Tre italiani, tra cui due finanzieri (due Ufficiali), sarebbero finiti nel mirino di un’inchiesta Albanese per avere portato illegalmente nel Paese, vari dispositivi di intercettazione sequestrati nel porto di Durrës.

La storia circola a basso profilo come “un episodio di spionaggio maldestro” ma la verità è che, finora, le autorità non hanno fatto molta luce sulla vicenda mentre i protagonisti sembrano avere passepartout istituzionali per tornare a casa senza conti chiari da rendere.

La barba finta, a quanto pare, è l’unica cosa “vera” in questa operazione da dilettanti allo sbaraglio, che però ci ricorda tanto la storia della sparizione dell’IMSI-Catcher e dei 375 “sorvegliati speciali” messi sotto controllo grazie al “regalo” italiano per il quale nel 2016 il Capo della Polizia albanese Haki Chaco fu sospeso e contemporaneamente arrestati due alti dirigenti del Ministero dell’Interno.

Staremo a vedere.

 

Arrestato a Torino il segretario dei Radicali Filippo Blengino.

Aveva allestito in piazza Foroni un tavolino per la vendita di mezzo chilo di cannabis.

Tutto sto casino per una cannetta?

 

Esce oggi sui quotidiani l’ennesima rivelazione (puttanata) sull’epoca d’oro del meme “tachipirina e vigile attesa”.

Ma si, quel mantra che ha attraversato le nostre case come una preghiera moderna, ripetuto senza che nessuno potesse permettersi di discuterlo.

L'ex vice Ministro Sileri ha dichiarato di non sapere chi decise questo protocollo.

Lui non fu informato, anzi, fu addirittura minacciato dallo staff di Speranza.

Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, ricorda che "Nell’aprile 2020 il ministero della Salute emanò la famosa circolare in cui raccomandava il discutibile utilizzo di Tachipirina e vigile attesa per curare il Covid. Ebbene, audito oggi in commissione Covid, l’allora viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ha affermato di non sapere chi avesse stilato quel documento e che non fu nemmeno avvisato della sua pubblicazione. È la conferma che la gestione del Covid affogasse nella confusione più assoluta, in termini comunicativi e politici, basti pensare che Sileri ha anche dichiarato di aver appreso del contagio della coppia di cinesi a Roma, primi due casi di Covid in Italia, soltanto dalla moglie che aveva seguito la tv. Sempre a proposito di Tachipirina e vigile attesa lui stesso ha detto di non essere stato affatto d’accordo con quella scelta che ha impedito di sperimentare serie alternative terapeutiche, eppure qualcuno nel Ministero ha agito senza nemmeno informare il viceministro della Salute. Gli italiani hanno il diritto di conoscerne la ragione."

Questa è l’eterna sindrome italiana dello “scaricabarile retroattivo”.

Eppure, quando il clima è tossico, non servono diktat, basta il silenzio calato dall’alto, basta quella pressione sottile, quella paura di andare controcorrente.


Tacci vostri.


megamix image dal web


 
 
 

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IL MOTTO SCELTO PER OP (Mino Pecorelli)

"Comment is free, but facts are sacred. Comment also is justly subject to a selfimposed restraint. It is well to be frank. It is even better to be fair. This is an ideal."

È una frase di C.P. Scott, direttore del Guardian per 57 anni, dal 1873 al 1930.

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