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OP Osservatorio Politico

EDITORIALE OP: faccio cose...vedo gente...

  • oposservatoriopoli
  • 10 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Ad Atreju, che sembra il nome di una ridente località vacanziera ma non lo è, ci sono state molte presenze diverse dal partito politico che ha fatto gli onori di casa.

Molte di queste, solo per facciata, alcune altre per mera curiosità.

Tra tutte, non ci è sfuggita quella di Anna Paola Concia.

Come invitata, ha denunciato la chiusura della sinistra e il dogmatismo del femminismo intersezionale che teorizza il "no debate".

Spiega  di come, paradossalmente, trovi a destra più disponibilità all'ascolto, mentre la sua corrente l'ha emarginata da anni.

La sinistra, oramai ripiegata in un fortino identitario e moralista, censura e demonizza solo  il dissenso.

Mentre a destra continuano aperture di confronto.

Ed è questo il motivo per cui  molti moderati si allontanano da una sinistra incapace di confrontarsi.

 

L’ex deputata del PD lo chiarisce subito: non è stata una provocazione. «È il terzo anno che vado ad Atreju», racconta, «i primi due in collegamento da Francoforte. Quest’anno Arianna Meloni mi ha detto: “Mi piacerebbe che tu fossi in presenza”. E io ho detto sì molto prima che Schlein decidesse di andare o non andare

La scelta di Concia, in un contesto storicamente lontano dalle sue battaglie, ha messo in luce un paradosso: chi un tempo ignorava o osteggiava certe istanze oggi si mostra più disposto al dialogo.

La frattura, spiega Concia, nasce dalla chiusura crescente della sinistra verso chiunque non segua il copione dominante. «Sono anni che non ricevo più un invito a confrontarmi dai miei amici del PD», afferma. «Io non ho mai cambiato idea sui diritti delle donne e sui diritti LGBT. Dico esattamente le stesse cose, ma loro non vogliono più parlarne».

C'è ancora qualcosa di buono in giro...

 

Ci raccontano che Torino sia la città perfetta per un Cristiano.

Si vive bene. La gente si fa gli affari propri.

E ci sono ottimi ristoranti di cucina brasiliana...

Quasi quasi...

 

Notizia quasi sorprendente: la settimana scorsa la Procura di Milano non ha accusato nessuno.

Ma per la prima volta, 13 marchi del lusso vengono chiamati a mostrare come funziona la loro governance: contratti, audit, organizzazione interna, tracciabilità, governance.


Nessun sequestri, nessun commissario.

Solo una richiesta: “Fatemi vedere che il vostro sistema regge.”

È una svolta che cambia le regole del gioco.

Qui nasce la domanda che mette a disagio il settore moda: quanti brand possono davvero dimostrare di avere il controllo della propria filiera?

Non si guarda più al singolo laboratorio clandestino, si mette sotto esame l’intero modello produttivo.

Oggi la reputazione è fragile e nessun comunicato stampa può riparare un danno nato dalla mancanza di trasparenza...

 

Qualcosa si muove nel caso dell'omicidio Pecorelli.

Qualcuno si informa.

Qualcun altro ha preso nota.

E ci sarà, a breve, un altra sparizione.

Non sono ancora pronti per raccontarci la verità...

 

Addormimose Pepì...



OP, l'editoriale ...


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IL MOTTO SCELTO PER OP (Mino Pecorelli)

"Comment is free, but facts are sacred. Comment also is justly subject to a selfimposed restraint. It is well to be frank. It is even better to be fair. This is an ideal."

È una frase di C.P. Scott, direttore del Guardian per 57 anni, dal 1873 al 1930.

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