Editoriale OP: a sblindo, in barca a vela...contromano...
- oposservatoriopoli
- 3 giorni fa
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Riportiamo, di seguito, integralmente un post di Andrea Scanzi.
"La notizia è appena uscita, ed è stata confermata dal Guinness dei Primati.
Ieri, durante la sua irrinunciabile conferenza stampa, Giorgia Meloni è riuscita a realizzare il suo obiettivo più ambizioso: realizzare il record del mondo di “DISCIAMO”.
Meloni é stata infatti capace di dire “DISCIAMO” addirittura 218 volte. Nuovo record del mondo.
Notevole anche la performance nei “dopodiché” pronunciati, ben 112.
Un altro record mondiale che ci regalano questa immensa statista e questo sfavillante governo."
Se cercate uno bravo a contare...
Il buon Marattin ci regala la sua visione su Maurizietto nostro.
"Landini considera Maduro l’espressione della democrazia e dell’auto-determinazione dei popoli.
E qui ci intrattiene con considerazioni su quanto sia importante mettere al centro la persona e non il mercato”.
Maduro, come sa tutto il mondo, era uno spietato dittatore che - incarcerando gli oppositori e truccando le elezioni - aveva fatto a pezzi sia la democrazia che l’auto-determinazione del suo popolo, riducendo nel frattempo in estrema povertà uno dei paesi potenzialmente più ricchi del Sud America.
Adesso... non sappiamo a che punto della storia la sinistra sia diventata questa roba qua...
Ma non ci piace nemmeno un pò...
Beati coloro che non hanno capito niente e dicono frasi tipo "Trump è come Putin, un criminale".
Beati perché vivono in un mondo immaginario.
Ottant' anni di storia americana fatta di soprusi in ogni angolo del pianeta, angherie, violenze, bombardamenti sui civili con milioni di morti, bombardamenti utili solo al fine di uccidere e terrorizzare le popolazioni (Dresda, Hiroshima, Nagasaki. Belgrado), sanzioni per affamare interi popoli (Cuba, Venezuela, Libia, Iraq, Iran, Serbia, ecc.), omicidi all'estero prima commissionati ai killer della CIA e poi eseguiti coi droni (resi sistematici da Obama), colpi di stato, régime change, false prove a carico di persone e governi che si opponevano ai loro interessi egemonici, eliminazione di capi politici (Allende, Saddam, Gheddafi - e Moro? e Mattei?) rapimenti di persone in tutto il mondo (chiamati "extraordinary renditions"), torture codificate per legge (W. Bush), prigioni extra territoriali ed extra giudiziarie (Guantanamo e le carceri segrete costruite nel sud-est asiatico, in Iraq, in Egitto) dove si detengono e si torturano persone rapite senza processo e senza prove, violazione di qualsiasi patto scritto o non scritto ("La Nato non si allargherà mai a est"... 5 anni dopo Clinton ha inglobato 15 paesi), perdurante occupazione militare di Italia, Germania e Giappone travestita da "amicizia e alleanza", minacce di ogni genere, ricatti basati sui dazi e le minacce economiche, strangolamento di intere economie nazionali e tante altre cose.
Orbene tutto questo non è bastato, sicché per gli italioti, col cervello devastato dalla propaganda, il "cattivo" è Putin colpevole di voler tenere la ferocia dell'America e della Nato a distanza dal suo Paese.
Addormiteve sul serio...
In una fredda notte d’ottobre del 1994, John F. Kennedy Jr. entrò in un piccolo ristorante italiano nel cuore di Manhattan e, senza volerlo, creò un ricordo che sarebbe durato per sempre.
Il locale era pieno.
Ogni tavolo occupato.
La cucina in affanno.
E una giovane cameriera - Maria Sanchez, alla sua prima sera di lavoro - correva con gli occhi lucidi, sopraffatta dalla confusione e dalla paura di sbagliare.
John osservò la scena.
Poi, in silenzio, si avvicinò al proprietario, Giovanni Russo, e gli sussurrò: «Vuoi che ti aiuti a sparecchiare finché le cose si calmano?»
Giovanni protestò, quasi scandalizzato: «Signor Kennedy, lei è un ospite. Per favore, si accomodi, le preparo subito un tavolo».
Ma John sorrise.
Si rimboccò le maniche.
E rispose con semplicità: «Ho lavorato in un ristorante mentre facevo giurisprudenza. So quanto può essere terrificante la prima sera. Lasciami aiutare».
Per i successivi quarantacinque minuti, si mosse tra i tavoli come un qualunque membro dello staff.
Portava via piatti sporchi, riempiva bicchieri, puliva tovaglie, sdrammatizzava con battute leggere per calmare Maria, che finalmente smetteva di tremare.
Quando la tempesta del servizio in sala si placa, Giovanni gli offre la cena.
John rifiuta gentilmente.
Lascia invece una mancia di 100 dollari, accompagnata da un biglietto scritto a mano: «A Maria - Te la stai cavando bene. E presto sarà più facile, te lo prometto».
Quel biglietto Maria lo incorniciò.
E per i venticinque anni successivi lo appese in ogni ristorante che diresse.
In un’intervista del 2004 raccontò: «Il signor Kennedy mi ha insegnato che la vera eleganza non sta nel posto in cui ti siedi, ma nelle persone che sei disposto a sostenere quando le cose si fanno difficili».
Quanto sarebbe bello aver politici di questo spessore...









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