DESTRA E SINISTRA: due facce della stessa moneta...
- oposservatoriopoli
- 1 giorno fa
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Stavolta saremo pragmatici.
E sopratutto oggettivi.
Siatelo anche voi.
Dittatori associati alla sinistra (o regimi comunisti/socialisti)
Joseph Stalin (URSS)
Mao Zedong (Cina)
Fidel Castro (Cuba)
Pol Pot (Cambogia)
Kim Il-sung (Corea del Nord)
Kim Jong-il (Corea del Nord)
Kim Jong-un (Corea del Nord)
Nicolae Ceaușescu (Romania)
Enver Hoxha (Albania).
Dittatori associati alla destra (o regimi fascisti/nazionalisti)
Adolf Hitler (Germania)
Benito Mussolini (Italia)
Francisco Franco (Spagna)
Augusto Pinochet (Cile)
Jorge Rafael Videla (Argentina)
António de Oliveira Salazar (Portogallo)
Saddam Hussein (Iraq)
Muammar Gheddafi (Libia)
Chi prova a venderti l’idea che la dittatura abbia un colore politico preciso ti sta raccontando una favola.
Anzi, una cazzata di parte.
La verità è molto più scomoda, il problema non è destra o sinistra.
Il problema è il potere assoluto.
Adolf Hitler e Joseph Stalin erano nemici sulla carta, ma identici nei metodi, controllo totale, repressione, propaganda, paura.
Cambiavano i simboli, non il risultato.
Morti, milioni di morti ammazzati.
Mao Zedong parlava di popolo, Benito Mussolini di nazione.
Ma entrambi hanno costruito sistemi dove chi dissentiva spariva.
Il punto è semplice e brutale,
quando un uomo (o un sistema) non accetta limiti, non accetta opposizione e decide di valere più della vita degli altri, diventa sempre la stessa cosa.
Non importa come si definisce.
Non importa cosa promette.
Alla fine, il risultato è uno solo, libertà azzerata, paura diffusa, persone schiacciate.
Destra o sinistra?
No.
Stesso copione.
Cambiano solo le parole.
Quindi basta con questa morale da quattro soldi...
Destra, sinistra, rosso, nero… sono etichette.
Servono a dividerci, a farci sentire dalla parte “giusta”, mentre dall’altra parte c’è sempre il nemico di turno.
La verità è molto più cruda.
Noi scegliamo da che parte stare.
Sempre.
E una volta scelta, smettiamo di vedere.
Smettiamo di giudicare.
Smettiamo perfino di capire.
Se “il nostro” sbaglia, giustifichiamo.
Se sbaglia l’altro, condanniamo.
Non ce ne frega niente del colore di chi subisce, purché non sia il nostro.
E questo succede da sempre.
In nome del libero arbitrio - quello di cui andiamo tanto fieri - l’essere umano ha costruito guerre, massacri, ideologie e bandiere.
E continua a farlo, identico, secolo dopo secolo.
Il problema non è la destra.
Non è la sinistra.
Il problema siamo noi, quando smettiamo di pensare e iniziamo solo a schierarci.
Perché in quel momento non stiamo più scegliendo davvero.
Stiamo solo obbedendo, convinti di essere liberi...
Quando tifi solo per un colore o per un partito, smetti di ragionare e inizi a difendere qualunque schifezza arrivi “dalla tua parte”.
Sei un ultras.
E chi dovrebbe rappresentarti?
Chi dovrebbe lavorare per il bene comune?
Finisce schiacciato tra bandiere, slogan e interessi di pochi.
Il popolo, alla fine, resta sempre quello che prende schiaffi e calci in culo, tasse, guerre, leggi che non servono a nulla.
E tu, pur convinto di aver scelto “la squadra giusta”, scopri che le regole del gioco non le scrivi tu, le scrivono gli altri.
Finché continuiamo a ragionare da ultras, invece che da cittadini, il copione non cambia.
Sempre gli stessi a comandare, sempre gli stessi a soffrire.
Spero non nella resurrezione ma nel nuovo Risorgimento che, se non arriva, porti con sé una rivoluzione oppure la fine del mondo e allora chissà, magari una nuova generazione di esseri umani partendo da zero potrebbe, forse, essere migliore di questa!
Però ricordatevi sempre che qualcuno se ne lavò le mani, un altro lo tradì, ed il popolo scelse Barabba...
Addormiteve...che è meglio...
A cura di Mino e Fidias






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