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OP Osservatorio Politico

DEBITO PUBBLICO: Esiste veramente?

  • oposservatoriopoli
  • 26 nov 2025
  • Tempo di lettura: 7 min

Tutti, ma proprio tutti, ne parlano ma troppi non sanno esattamente cosa sia.

,

Tu lo sai cos’è?

 

Da dove viene?

 

Chi l’ha fatto?

 

Il debito pubblico è l’insieme dei soldi che lo Stato deve “restituire” (esattamente a chi?) perché, negli anni, ha speso più di quanto ha incassato con tasse e contributi.


Per coprire questo buco, lo Stato prende in prestito denaro emettendo titoli (come BOT, BTP, ecc.) che vengono comprati da banche, investitori e cittadini.

 

In pratica lo Stato chiede soldi in prestito oggi, promettendo di restituirli domani e con gli interessi.

 

Si, ma a chi?

Bella domanda...ma senza risposta...

 

Va bene... andiamo oltre: da dove viene?

 

Il debito nasce quando lo Stato mantiene scuole, ospedali, strade, esercito, paga stipendi pubblici e pensioni, sostiene imprese e famiglie, affronta crisi (pandemie, guerre, disastri) oppure quando spreca soldi o li gestisce male (corruzione, investimenti sbagliati).

 

Se le entrate (le care vecchie tasse) non bastano a coprire le uscite (spese), si crea il deficit.


Quindi i deficit di ogni anno si sommano strada facendo e così nasce il debito pubblico.

 

Il debito lo crea lo Stato... ma chi lo paga?

 

I cittadini, ovvio.


Ma senza risultato.

 

La diciamo meglio.

 

Il debito pubblico viene pagato  dai contribuenti (con le tasse), dai giovani e le generazioni future, e da chi lavora e produce ricchezza.

E lo si paga in tre modi: con le tasse (più debito = più tasse), con meno servizi (tagli a sanità, scuola, trasporti, sicurezza) e con meno welfare (pensioni, aiuti, sostegni ridotti).

 

In sintesi, ripetiamolo, lo Stato firma i debiti ma il conto arriva ai cittadini.

 

Se il debito crea ricchezza futura, si regge.


Se serve solo a “tirare a campare”, diventa una zavorra.E pure pesante...

 

A fare due conti, nasciamo già debitori e la preghierina che fa “rimetti a noi i nostri debiti” è solo un preludio che ci prepara alla vita sociale.

 

Non basta che un Paese abbia tanto debito, quello che conta davvero è quanto è sostenibile quel debito rispetto alla sua economia e alla capacità di farci fronte.

 

Alcuni fattori chiave permettono di convivere con un alto debito: quello più incisivo è l’uso produttivo del debito.

 

Il debito pubblico italiano a settembre 2025 è attorno a 3.080,9 miliardi di euro.

 

Per ora tralasciamo chi sia il padrone del debito e ragioniamo sul fatto che l’Italia può “convivere” con questo debito, ma serve strategia.

 

Sì, come alcuni Paesi, l’Italia può continuare a convivere con un debito alto, a patto che mantenga la fiducia dei mercati, gestisca con rigore le finanze pubbliche, investa in crescita e mantenga un livello di debito sostenibile rispetto al PIL.

 

Ed ecco perché l’Italia di oggi mantiene rapporti politici internazionali, anche scomodi, ma a totale vantaggio della nostra economia, altrimenti economicamente saremmo morti …domani!

 

Abbiamo perso la seconda grande guerra e non è bastato allearci col più forte perché dobbiamo denaro anche a loro, agli alleati.

 

Come dite?

 

Non è vero?

 

Dopo il conflitto abbiamo pagato riparazioni limitate, abbiamo perso colonie e territori, siamo entrati nella sfera occidentale e abbiamo ricevuto aiuti enormi con il “Piano Marshall” che ci ha indebitati a morte, quindi?

 

Non è vero?

 

E poi la NATO.

 

Siamo “piegati” e “piagati” dalla NATO, e la NATO è gli USA, quindi?

 

Quindi rivedete le vostre posizioni.

 

C’è chi dice che non “paghiamo gli alleati” quanto invece paghiamo decenni di cattiva gestione interna.

 

Però tutti dimenticano che la “gestione” interna dell’Italia del dopoguerra è stata dettata dagli USA e dalla ex Unione Sovietica dal ’45 fin dopo il crollo del muro di Berlino nel 1989.

 

Come dite?

 

Non è vero?

 

Bene.

 

Chi fra voi ricorda l’ex archivista del KGB Vasilij Nikitič Mitrokhin?

 

Nessuno?

 

Strano perché l’operazione Mitrokhin è una gigantesca raccolta di nomi di agenti, piani di infiltrazione, strategie sovietiche, reti spionistiche in Occidente, operazioni segrete dal dopoguerra agli anni ’80 e che il KGB finanziava partiti comunisti, influenzava sindacati, manipolava intellettuali, usava giornalisti e opinionisti e che “l’Italia era uno dei Paesi più penetrati!”


Penetrato nel vero senso della parola...

 

E chi fra voi ricorda le elezioni italiane del 1948?

 

Per impedire la vittoria del PCI vi fu un intervento massiccio della CIA (ex OSS) che intervenne con il programma “stay-behind”, ed ancora pesanti finanziamenti occulti alla Democrazia Cristiana, propaganda anticomunista in massa, pressione su stampa e ambienti cattolici e messaggi diretti agli italo-americani da inviare ai parenti in Italia.

 

Senza contare l’influenza -sempre della CIA- sulla Rai negli anni ’50-’70.

 

E senza contare il Mossad, quindi gli interessi d’Israele.

 

Sebbene i documenti ufficiali (farlocchi) confermino che l’Italia non è mai stata “base operativa ufficiale” del Mossad, è stata di sicuro una “zona di passaggio, appoggio e operazioni occasionali”, soprattutto contro obiettivi palestinesi e arabi nei momenti caldi del conflitto mediorientale.

 

E la grande Germania?

 

Mentre la Germania di Hitler perdeva la guerra, in realtà nel 1948 l’ha vinta grazie agli accordi con gli stati Uniti e all’operazione “Bird-Dog”.

 

Come dite?

 

Non la conoscete?

 

Operation Bird Dog” fu un codice reale usato per indicare il trasporto segreto delle banconote per la riforma monetaria in Germania.

 

In molti, paraculi, affermano che non fu un accordo occulto per “salvare” la Germania nazista o per dare vittoria al regime ma fu solo un’azione tecnica, ovvero, stampare nuova moneta, portarla in Germania e avviare la riforma.

 

Invece, stranamente, il debito di guerra della Germania con gli USA fu azzerato al momento.

 

E raccontiamola un po’ di storia vera anche se non si potrebbe …

 

La Währungsreform 1948 entrò in vigore il 20-21 giugno 1948, la Reichsmark fu sostituita dalla Deutsche Mark nelle zone occidentali occupate, le banconote per la nuova valuta furono stampate negli Stati Uniti.

 

E per distribuire le “nuove banconote” fu organizzato un trasporto segreto, le casse con i biglietti furono spedite via nave negli USA e poi trasportate in Germania, in un’operazione segretissima che ancora oggi negli archivi del Pentagono risponde al nome di "Operation Bird Dog".

 

E questa operazione degli USA non è da confondere con l’altra, la loro peggiore operazione, la OP.

 

Si, proprio OP!!!

 

Operation Paperclip è stata un’operazione segreta degli Stati Uniti, iniziata nel 1945, per portare in America scienziati, ingegneri e tecnici tedeschi ex nazisti dopo la Seconda guerra mondiale.

 

Ma non per arrestarli.


Per usarli!

 

Obiettivo?

 

Rubare cervelli alla Germania prima che li prendessero i sovietici …

 

Tutto questo movimento segreto avveniva alla luce del giorno in Italia e in Europa, si, la stessa Europa di oggi e la medesima Italia nella quale, oggi, grazie a queste mosse strategiche subiamo uno dei peggiori debiti pubblici della storia.

 

Sì, nel campionato mondiale del debito pubblico c’è prima il Giappone, poi il Sudan, Singapore, la Grecia e poi ci siamo noi!

 

Con lo scandalo Mitrokhin - che risale al 2002 (quindi a ieri…), si consolida una sorta di “uso e consumo” dell’Italia da parte di tutti che però nessuno paga, nessuno paga per questa “presa in prestito” del nostro Paese.

 

…e l’Italia resta lì, terra di passaggio, terreno neutro, campo di battaglia silenzioso, dove le grandi potenze giocano partite enormi e noi spesso non siamo nemmeno spettatori, ma pedine.

 

Dopo il Dossier Mitrokhin è diventato chiaro che il nostro Paese non è stato solo “alleato”, ma infiltrato, osservato, indirizzato, condizionato.

 

Non da uno solo, ma da tutti, Est e Ovest, servizi segreti stranieri, blocchi contrapposti, interessi economici e strategici.

 

Tutti sono entrati.

 

Pochi hanno chiesto permesso.

 

Nessuno ha pagato davvero.

 

E il nodo è questo, l’Italia è stata usata perché era debole, ed è debole perché da decenni evita di fare i conti con la propria storia vera.

 

Nessuna grande commissione verità.


Nessuna resa dei conti definitiva.


Nessun archivio aperto davvero.

 

Abbiamo cambiato governi, non sistema.


Abbiamo cambiato bandiere, non metodi.


Abbiamo superato la Guerra Fredda… senza mai uscirne mentalmente.

 

I dossier restano a metà, i responsabili non hanno mai un nome pieno, la memoria si sfilaccia, i morti restano “misteriosi” e le ombre diventano polvere sotto il tappeto della stabilità.

 

Così oggi paghiamo un’altra forma di debito, non monetario, ma politico, culturale, morale.

 

Paghiamo con una sovranità zoppa, una politica timorosa, una stampa fragile, istituzioni opache, conflitti mai risolti …

 

E mentre altri Paesi hanno fatto i conti con i propri scheletri noi continuiamo a chiamarli “fantasmi”.

 

La verità è una sola, finché non guarderemo in faccia le nostre zone grigie, continueremo a essere il Paese “utile” agli altri e incerto con se stesso.

 

Non è complotto.


È storia non metabolizzata.

 

E la storia, quando non la risolvi, non passa mai.


Si accumula.


E presenta il conto, prima o poi.

 

E il Capo?

 

Che fa il capo dello Stato?

 

Interviene forse?

 

Macchè, l’ignavia la fa da padrona nel Palazzo, non la voglia di risolvere.

 

Di fatto, nessuno ha mai avuto, né ha, né avrà la voglia di risolvere il debito pubblico, a questo punto ci starebbe bene un colpo di coda, stampare la moneta in Italia e consegnare 500.000 euro ad ogni nucleo familiare italiano costituito ed ecco che abbiamo risolto il problema!

 

26.206.246 famiglie con 500.000 euro in banca e il problema è risolto.

 

Non solo uno.

 

Come dite?

 

Ne abbiamo creato un altro?

 

Si, però quello nuovo sarebbe un debito interno, controllato, sotto il nostro pieno potere, non affidato a mercati esterni, istituzioni straniere o speculatori finanziari.

 

Sarebbe una scelta consapevole, una redistribuzione diretta della ricchezza a chi davvero ne fa parte, con trasparenza e senza intermediari.

 

Un modo per chiudere il cerchio e far sì che il problema sia finalmente gestito, almeno per una volta, da chi vive il Paese ogni giorno e non da chi decide a migliaia di chilometri di distanza.

 

Attenzione, un po’ di inflazione non è necessariamente negativa.

 

Serve a far girare l’economia, evita la deflazione -che blocca investimenti e consumi- e mantiene i prezzi “vivi” …

 

Quindi, tra questa situazione attuale di stallo e debito crescente con inflazione che fa paura e una gestione attiva del denaro, magari anche con interventi straordinari, meglio correre un rischio calcolato oggi che restare fermi e subire domani.


Poi, si vedrà come va...

E alla fine, come direbbe Chicco...sticazzi!

 

Si, esattamente.

Sti cazzi.

Sprpajateve...


a cura di Mino e Fidi@s


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