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OP Osservatorio Politico

EDITORIALE OP: sempre peggio...

  • oposservatoriopoli
  • 20 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

“Paolo Borsellino era un coglione e i figli dovrebbero ringraziare di avere un padre morto perché usano il suo cognome”.

Gli audio choc dell’ex pm di Palermo Gioacchino Natoli e gli accordi con un senatore dei 5stelle per neutralizzare le domande della commissione antimafia su uno dei periodi piu oscuri della storia d’Italia.

Questo il contenuto dell'inchiesta di Salvo Sottile che andrà in onda nella prossima puntata di Farwest.

Non credo ci sia altro da aggiungere...

 

Omicidio Pecorelli.

Il figlio Andrea chiede di essere ascoltato dalla Pm D'Amore titolare dell'inchiesta, sottolineando di avere informazioni estremamente utili alle indagini.

Ma dopo più di quattro anni di immobilismo assoluto, nemmeno l'invio di tale richiesta via Pec ha sortito risultato.

Questa indagine non s'ha da fare...

Pensano loro...

 

Piazza Fontana.

Sul "Corriere della Sera" di ieri compare una "strana" intervista con l'avvocato Gaetano Pecorella, già deputato di Forza Italia nonché amico di Silvio Berlusconi.

Nella sua attività forense, Pecorella ha seguito importanti processi e difeso personaggi noti alle cronache nazionali. 

Tra questi c'è anche Delfo Zorzi, accusato della strage di Piazza Fontana nell'ultimo processo sull'eccidio del 1969 che fu avviato dal giudice istruttore Guido Salvini negli anni novanta.

Secondo l'ipotesi accusatoria, l'assistito di Pecorella sarebbe stato addirittura l'esecutore materiale della strage. Zorzi, che è originario di Mestre e che da molti anni fa l'imprenditore in Giappone, è stato poi assolto in via definitiva.

La Cassazione, in una sentenza del 2005, ha ritenuto che non ci fossero sufficienti elementi per condannarlo.

Al dunque, Pecorella si sofferma proprio sull'imprenditore mestrino da lui difeso e lancia diverse frasi che fanno riflettere e che difficilmente gli sono uscite dalla bocca per caso.

Dopo aver dichiarato che gli elementi di accusa erano «evanescenti», l'anziano avvocato (88 anni), afferma che Zorzi fu «molto leale» con lui e che gli raccontò come «andarono in fatti».

Dal racconto del suo assistito, Pecorella si convinse che questi era «del tutto estraneo» alla strage e che la «sentenza con cui è stato assolto è corretta». Bene.

Quello che colpisce di primo acchitto è che l'avvocato ha definito «leale» il comportamento del suo cliente.

Vuol forse dire che Zorzi gli ha rivelato verità comunque scomode?

E scomode per chi?

Da quello che l'intervistato lascia trapelare, si intuisce che questi deve aver ascoltato rivelazioni decisamente clamorose, al punto di averle trascritte in una «lettera» che ha poi «messo nelle mani di un notaio».

Quel documento - aggiunge - sarà reso pubblico dopo la sua morte.

E che sarà mai?

Per caso roba esplosiva?

Pecorella si limita a dire che la lettera «spiega cosa sa Zorzi sulla strage di Piazza Fontana».

Alla domanda se lo stesso Zorzi potrebbe rivelare quello che ha riferito al suo avvocato, il vecchio principe del foro risponde lapidario: «Non lo farà».

Lungi dal placarla, queste parole accrescono la curiosità.

E infatti l'intervistatore non demorde. «Ci sono novità?», chiede il giornalista.

La risposta di Pecorella è quantomai sibillina.

Prima replica: «Sostanzialemente no».

Poi però aggiunge: «Contiene un punto di vista che storicamente può avere il suo rilievo. Non posso dire di più».

Tradotto: dal punto di vista giudiziario non cambia nulla, non foss'altro perché, dopo la sentenza della Cassazione, la Giustizia non può più dire nulla su Piazza Fontana.

Però, da un punto di vista storico, possono sempre emergere nuove verità .

Piaccia o non piaccia, queste dichiarazioni di Gaetano Pecorella hanno tutta l'aria di un segnale inviato a chi "deve sapere".

Forse, chissà, stanno per arrivare nuove rivelazioni.

Dopo 57 anni, la nebbia sulla strage di Piazza Fontana non s'è ancora completamente dissolta.


Anche a distanza di tanto tempo, abbiamo sempre il diritto di conoscere tutta, ma proprio tutta, la verità.


La sovranità di un popolo è anche la sovranità sulla sua memoria.

 

Chissà se la Dottoressa D'Amore lo capisce...

 

Sparpajateve...che oggi me gira...



 
 
 

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IL MOTTO SCELTO PER OP (Mino Pecorelli)

"Comment is free, but facts are sacred. Comment also is justly subject to a selfimposed restraint. It is well to be frank. It is even better to be fair. This is an ideal."

È una frase di C.P. Scott, direttore del Guardian per 57 anni, dal 1873 al 1930.

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