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IL FASCISMO IN ITALIA: c'è stato...e c'è ancora...svejateve...

  • oposservatoriopoli
  • 21 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Lo possiamo dire con certezza?


Forse no...


Lo possiamo escludere con certezza?


Anche no...

 

Magari c’era.

 

Magari c’è stato.

 

Magari c’è ancora.

 

Solo che aveva un altro nome, un’altra faccia, un altro racconto.

 

Perché poi, diciamocelo, se ci fossero stati i fascisti, tu non giravi liberamente nella tua città.


Giravi con un permesso.

 

Un lasciapassare.

 

Un codice.

 

Un QRcode.


E senza quello eri fuori.

 

Fuori dai bar, fuori dai ristoranti, fuori dalla vita normale.

 

E al bar?

 

Neanche lì eri libero, in piedi sì, seduto no.


Perché la libertà, a quanto pare, cambia a seconda dello sgabello.

 

Se ci fossero stati i fascisti, magari vivevi con una persona ma in macchina dovevate stare separati.


Uno davanti, uno dietro.

 

Come due estranei.

 

Come se la logica fosse un optional.

 

Se ci fossero stati i fascisti e ti beccavano a camminare da solo, su una spiaggia vuota, in un parco deserto…elicottero, droni, pattuglie.

 

Erano cazzi amari.


E multa.

 

Sempre quella.

 

Sempre pronta.

 

Sempre giusta, ovviamente e dai 400 euro a salire.

 

Se ci fossero stati i fascisti, provavi a manifestare?


“Disperdetevi.”


E poi manganelli, cariche, gente a terra e idranti a go-go.


Ordine pubblico, lo chiamano.

 

Se ci fossero stati i fascisti, e non eri d’accordo?


Allora saresti stato un problema.


Etichettato, isolato, messo da parte.

 

Non potevi neanche uscire di casa.


Non serviva neanche dirlo troppo forte, bastava farti capire che eri fuori dal coro.

 

Se ci fossero stati i fascisti, neanche a Natale saresti stato libero.


Contavi le persone come fossero numeri, non affetti.


Cinque, sei, non di più.


Il resto… fuori.

 

Anche se era famiglia.

 

Se ci fossero stati i fascisti, ti avrebbero spinto a fare qualcosa che non volevi fare.


Non con le catene, no.


Con il ricatto.

 

Lavoro o niente lavoro.

 

Vita normale o niente vita.

 

Se ci fossero stati i fascisti, magari qualcuno avrebbe fatto anche affari sporchi.


Milioni spesi male, buttati, spariti, non so, magari acquistare mascherine per milioni di euro (12 per l’esattezza) in un negozio che vendeva lampadine e che poi, subito dopo aver incassato, ha chiuso.

 

Ma senza fornire le mascherine, ovvio, vendeva lampadine…


E alla fine?

 

Silenzio.

 

Tutto a posto.

 

Avanti il prossimo.

 

Se ci fossero stati i fascisti, ti avrebbero fatto anche paura.


Una paura sottile, continua: “Se non fai questo, sei un pericolo. Per te, per gli altri.”


La colpa sempre pronta, addosso.

 

E se ti moriva qualcuno?


Forse non potevi neanche salutarlo.


Via.

 

Imbustato.

 

Portato via.


Senza un addio vero, senza un ultimo sguardo.


Solo numeri, sacchi, fretta.

 

Se ci fosse stato il fascismo…forse non lo chiameremmo così.


Forse gli daremmo un altro nome.

 

Più accettabile.

 

Più moderno.

 

E magari, guarda caso,


ci verrebbe in mente proprio un periodo preciso.

 

Non prima.


Non dopo.


Proprio lì.

 

Si è vero, se ci fosse stato il fascismo in Italia saremmo tutti antifascisti ma, a quanto pare, non c’è stato altrimenti ce lo ricorderemmo, no?

 

Mica vorremmo equiparare le misure d’emergenza al fascismo?

 

No eh...non reggerebbe sul piano storico.

 

Durante la pandemia ci sono state restrizioni dure e discutibili, sì... ma non erano un sistema politico totalitario strutturato come quello del ventennio di Benito Mussolini, con partito unico, soppressione stabile delle libertà e assenza di elezioni libere.

 

Ma che scherziamo?

 

Neanche a pensarlo.

 

Sì, è vero, se ci fosse stato il fascismo in Italia saremmo tutti antifascisti.


Lo diremmo senza esitazione, lo metteremmo nei profili, lo grideremmo in piazza.


E invece diciamo che non c’è stato.

 

Ce lo ricorderemmo, no?

 

Eppure la memoria è comoda: ricorda quello che non ci mette in discussione.


Il resto lo archivia, lo addolcisce, lo giustifica.

 

Perché non serve chiamarlo “fascismo” per vedere quando il potere stringe, quando la paura diventa strumento, quando il dissenso viene ridotto a rumore di fondo.


Non serve un nome per accorgersi che qualcosa non torna.

 

La verità è più scomoda: non sempre riconosciamo i limiti mentre li stiamo vivendo.


Li riconosciamo dopo.

 

Quando sono finiti.

 

Quando non costano più nulla.

 

E allora la domanda non è “c’era o non c’era”.


La domanda è: quando succede, noi lo vediamo… o facciamo finta di niente?

 

Ora però, se avete tempo, e se vi va, andate a cercare il vostro lasciapassare e guardatelo bene...


E' di qualche mese fa... e si chiamava greenpass…

 

Mannaggiaallapupazza...


 

 
 
 

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